Vi raccontiamo il logo di Palazzo Camozzini.

Per un business center dalle due anime – una artistico-culturale e una digitale – come Palazzo Camozzini, servivano un logo e un’immagine coordinata che restituissero e rispettassero questo dualismo fortemente caratterizzante.  Io e il mio socio Francesco teniamo molto a questa cifra stilistica, perché racchiude simbolicamente il valore differenziante del palazzo stesso. Avevamo bisogno di qualcuno che traducesse in colori, forme e font questo concetto e abbiamo pensato ai nostri amici di Pensiero visibile, agenzia di comunicazione di Verona specializzata in storytelling.

L’idea era chiara a tutti e siccome andiamo molto fieri del risultato, volevamo raccontarvi brevemente la genesi del nostro logo.

In Palazzo Camozzini gli elementi architettonici sono la prima cosa che stupisce. Così la prima esplorazione creativa è partita dalla forma del meraviglioso lampadario che adorna il salone principale. Una silhouette talmente riconoscibile che sarebbe potuta diventare un pittogramma perfetto per il logo, dal sapore artistico (heritage) ma che esprime movimento (business).

Abbiamo fatto poi una prova concentrandoci sul concetto di accoglienza: Palazzo Camozzini, forte della sua identità storica, si apre a una nuova dimensione in cui valori e cornice culturale – rappresentati da un elegante monogramma – si mettono a disposizione del mondo dell’imprenditoria e del professionismo – simboleggiati da elementi grafici squadrati che richiamano la forma delle tante porte del palazzo.

Ma c’erano anche da considerare i concetti di business e tecnologia, quindi era importante visualizzare lo spazio e il carattere contemporaneo di Palazzo Camozzini. La scelta del – o dei? – font e del colore si poneva prioritaria per comunicare la coabitazione delle due anime di cui sopra.

Il risultato finale è la somma di tutte queste riflessioni: un monogramma elegante, dalle forme accoglienti e vagamente artistiche; una cornice quadrata e solida, che comunica affidabilità ma anche accoglienza, grazie all’apertura su un lato; due font che abbinati risultano leggibili, vintage quanto basta, senza dimenticare originalità ed eleganza; un colore di base – un verde smeraldo – che è un classico per comunicare lucidità, logica, tenacia e stabilità.

Rimaneva solo un dettaglio: il payoff. Ma arrivati a questo punto, l’idea è arrivata quasi istantanea ed è stata accolta come un colpo di fulmine. Perché cosa vuol essere a tutti gli effetti il nostro business center, se non un luogo storico dove convergono e s’incontrano persone e idee, per dar vita a nuove occasioni?

Palazzo Camozzini, where business meets cultural heritage.

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